FR. L’OMELIA DI JUSTIN DELLA XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C (1)










FR. L’OMELIA DI JUSTIN DELLA XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C

TEMA: LE VIE DO DIO

CURA DI: Don Justin Nzekwe

OMELIA DI DOMENICA 11 SETTEMBRE 2022

Per Dio, il presente e il futuro sono più importanti del passato. Dio ci giudica sempre per quello che siamo in questo momento, non per quello che eravamo ieri. Conosciamo già la storia del ladro che ha ricevuto il perdono di Dio e la ricompensa celeste sulla croce pochi istanti prima della sua morte. Questa comprensione della natura di Dio è importante, soprattutto per coloro che, dopo aver confessato i propri peccati, non sono ancora convinti che Dio li abbia effettivamente perdonati. La storia del figliol prodigo ci insegna anche la benevolenza di Dio. Le mani di Dio sono sempre aperte per accoglierci ogni volta che decidiamo di abbandonare le nostre abitudini peccaminose e di riconciliarci con lui. Quando pecchiamo, perdiamo il nostro status regale di figli di Dio. Il figliol prodigo, dopo aver sperperato tutte le ricchezze ereditate, era tormentato dalla fame al punto da desiderare di mangiare il cibo destinato ai maiali, se ne avesse avuto l’opportunità. Nel mezzo delle sue difficoltà, si rese improvvisamente conto di essere un principe di una famiglia reale. A volte alcuni dei problemi che ci si presentano sono solo un invito di Dio a tornare a Lui. Di solito prendiamo sul serio le preghiere quando abbiamo dei problemi. I nostri problemi ci avvicinano a Dio, proprio come il figliol prodigo decise di tornare da suo padre a causa della fame. Il figliol prodigo si rese conto per la prima volta di come si era allontanato dalle abbondanti ricchezze del padre, solo perché voleva avere la libertà di fare ciò che voleva. Oggi, molti dei nostri giovani si sono allontanati dalla Chiesa solo perché vogliono avere la libertà di fare quello che vogliono, e non capiscono che in Dio possono trovare ogni bene che può riempire quel vuoto nel loro cuore. Il figliol prodigo tornò in sé e decise che sarebbe tornato dal padre per chiedere perdono e per chiedere di essere accettato come uno dei servi del padre. Ha dimostrato di essere un segno di rottura: il pentimento sincero è accompagnato dall’umiltà.

Tuttavia, quando arriva a casa, il Vangelo ci dice che “quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, si gettò al collo e lo baciò”. Spesso viviamo la nostra vita nell’autocommiserazione e in un’idea sbagliata della natura di Dio. Pensiamo che Dio voglia farci sapere quando pecchiamo solo per punirci. Ma la verità è che spesso Dio aspetta pazientemente che torniamo da lui per perdonarci, purificarci e restituirci la nostra gloria e dignità. Il padre del figliol prodigo non gli diede nemmeno la possibilità di confessare tutti i suoi peccati. Era interessato solo a restituire al figlio la sua dignità. Mentre il figliol prodigo stava ancora parlando, il Vangelo ci dice che il padre ordinò ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fatelo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. Dobbiamo lasciarci trovare da Dio perché possa restituirci la gioia interiore che nessun bene terreno o essere umano può darci o toglierci. Possiamo lasciarci trovare da Dio quando confessiamo i nostri peccati e apriamo il nostro cuore a Dio in un perfetto pentimento. Ci lasciamo trovare da Dio quando perdoniamo chi ci offende e rendiamo più facile a Dio guarire i nostri cuori spezzati. Dobbiamo permettere a Dio di celebrarci, proprio come ha celebrato il figliol prodigo nella lettura di oggi. Gesù non è venuto nel mondo per i giusti, ma per i peccatori. Non dobbiamo essere come il fratello del figliol prodigo, preoccupato che il fratello si sia pentito e sia tornato a casa loro. Non dobbiamo essere tra coloro che giudicano gli altri in base ai loro peccati passati. Dio è interessato al modo in cui stiamo vivendo la nostra vita in questo momento e vuole che allineiamo la nostra vita alla sua, in modo da poter sperimentare la gioia di essere tra i suoi veri figli e figlie. In questa santa messa preghiamo per la grazia del vero pentimento che ci permetta di abbandonare le nostre vie peccaminose e di riconciliarci con Dio per ereditare il suo regno in cielo nell’ultimo giorno.




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